Foccillo: Hanno il coraggio di chiamarla riforma
Norme inconciliabili fra di loro e di nessuna organicità

targa presidenza del consiglio24/06/2014 | Pubblico_Impiego.

DICHIARAZIONE DI ANTONIO FOCCILLO SEGRETARIO CONFEDERALE UIL

Hanno il coraggio di chiamarla riforma della P.A., Riforma di cosa? Se sono vere le anticipazioni dei mass media è un semplice affastellamento di norme inconciliabili fra di loro e di nessuna organicità. Qualcuno, ancora, dovrebbe spiegare qual è il carattere d’urgenza di questo provvedimento.

Ancora una volta, superando il dettato costituzionale, si presenta un decreto legge su una materia fondamentale – che dovrebbe essere affrontata in modo accurato e dettagliato – forse per limitare ancora di più, anche in Parlamento, la discussione.

Magari, si approverà il decreto con un voto di fiducia. Una vera riforma, avrebbe dovuto avere il necessario confronto, coinvolgendo molti soggetti di questo Paese, compreso chi ci lavora che è il depositario di quello che non funziona nella pubblica amministrazione.

La cosa più strabiliante è che sono in corso lunghe mediazioni sul testo per le misure che coinvolgono gli alti vertici, mentre per il personale restano invariate tutte le norme ipotizzate. Figli e figliastri oppure è il risultato della ruota della fortuna che determina chi può protestare e ottenere e chi non può fare né l’uno né l’altro?

Sul piano del merito le illusioni continuano. Infatti, il sottosegretario alla funzione pubblica sostiene, oggi, che ci saranno nuove assunzioni per 60.000 giovani in tre anni. Ogni giorno che passa si aumenta il numero: da 10.000 nel testo iniziale a 15.000 nella conferenza stampa, ai 60.000 di oggi.

Ma veramente qualcuno può immaginare che qualche anziano che va via o che l’esonero non concesso, o la mobilità possano cambiare la macchina amministrativa e favorire l’occupazione?

Certamente è la fiera dei sogni.

Roma, 24 giugno 2014

(*Fonti:
http://www.uil.it)

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