NEWS Top News UIL CSP FROSINONE — 02 Ottobre 2015

In Italia salario minimo è fissato da contratti nazionali

barbagallo309a01/10/2015 | Sindacato.

Nei loro interventi introduttivi, Juncker, Schulz e Hollande hanno detto che la flessibilità non è sufficiente e che occorrono investimenti per superare l’austerità. Hanno chiesto al Sindacato di fare la propria parte.

Ebbene, il nostro compito è essere autorità salariale e sociale, attraverso la contrattazione e il dialogo sociale. Nostri strumenti sono sia i contratti nazionali sia i contratti aziendali o territoriali.

È stato detto: a lavoro uguale, uguale salario. Io aggiungo anche: uguale tassazione e uguale stato sociale.

Occorre contrastare il dumping salariale, impedendo il tentativo di utilizzare contratti più sfavorevoli in caso di mobilità dei lavoratori tra gli Stati, almeno fino a quando non avremo un’unità politica ed economica europea.

In un pianeta che continua a trasformarsi, dove prevalgono egoismi, speculazione finanziaria, guerre, e dove i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, occorre più sindacato nei nostri Paesi, in Europa e nel mondo.

Apprezziamo la proposta della Ces in merito a un approccio equilibrato e differenziato al tema del salario minimo. In Italia, in particolare, i minimi salariali vengono fissati dai contratti nazionali di lavoro che rappresentano anche un consolidato riferimento giuridico e che sono in grado di cogliere le singole specificità settoriali, evitando fenomeni di dumping salariale.

Negli interventi che ho ascoltato in questi giorni, ho sentito parlare di raccomandazioni, di buone prassi, di attività negoziale. Ma nel nostro dizionario non ci sono più le parole : “rivendicazione”, “mobilitazione”, “lotte”? Pensiamo che con le sole raccomandazioni sia possibile contrastare il neo liberismo delle multinazionali e dei governi che cercano di dividerci tra giovani e anziani, tra occupati e disoccupati? Nella nostra Europa, peraltro, dove non si fanno più figli, i pensionati nel prossimo futuro diventeranno anche maggioranza associativa.

In conclusione, in un’Europa che fa fatica a rialzarsi e che tende a invecchiare, bisogna recuperare il valore dell’unità dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani. Un vecchio proverbio Masai dice: “i giovani corrono veloci, gli anziani conoscono la strada”. Io aggiungo: “se ci muoviamo insieme, uniti, raggiungeremo più facilmente e più rapidamente i nostri obiettivi”.

Parigi, 1 ottobre 2015

Uil Frosinone

(*Fonti:
www.uil.it)

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