pari-opportunità14/05/2015 | PariOpportunità.

Lavoro, rappresentanza, democrazia paritaria, formazione, salute e sicurezza, questi tra gli alti, i temi trattati agli Stati Generali delle Donne del Lazio.

L’iniziativa, che fa seguito ad una prima grande kermesse tenutasi sempre a Roma,  lo scorso 5 dicembre, ha l’obiettivo di definire e predisporre una agenda per lo sviluppo sostenibile del nostro Paese che veda le donne, tutte le donne, quelle delle Associazioni, dei partiti politici, dei sindacati, della società civile, protagoniste delle future politiche del Governo.

L’attuale vuoto di potere, causato dalla mancanza di un Ministero e di una Ministra per le Pari opportunità, secondo Maria Pia Mannino, presente ai lavori degli Stati generali nella sua duplice veste di Responsabile delle Politiche di Genere della UIL e di Vice Presidente del Comitato Nazionale di Parità del Ministero del Lavoro, rende assai difficoltosa ogni iniziativa atta a rilanciare il mainstreaming di genere nelle politiche del Paese.

E in questo vuoto, le donne debbono potersi riappropriare della loro rappresentanza sociale che le deve porre, a pieno titolo, all’interno di una strategia  di democrazia compiuta e realizzata, come hanno avuto modo di dire anche Rosella Giangrazi, Stefania Galimberti e Pilar Saravia, componenti della delegazione UIL Roma e Lazio, ai lavori della mattinata.

Consapevoli che se si parla di sviluppo e di crescita del Paese, le donne debbono poter dire la loro,  il Dipartimento PO e Politiche di Genere della  UIL ospiterà, il prossimo 16 giugno, un Forum sulla attuale condizione femminile e sul futuro della parità in Italia.

Obiettivo del Forum, la predisposizione di una piattaforma nazionale di genere che dovrà colmare l’assenza di potere in cui attualmente  si sono arenate le politiche di genere.

Il messaggio è chiaro: richiamare il Governo a rimettere l’empowerment femminile al centro della sua strategia, magari nominando finalmente una Ministra delle pari opportunità, come da mesi (dal momento in cui si è insediato, per la precisione) le donne della UIL, CGIL e CISL stanno chiedendo, al fine di evitare anche gli errori e orrori dell’attuale Piano Nazionale sulla violenza nei confronti delle donne. Piano che non riflette quanto le diverse Associazioni impegnate sulla tematica e le stesse donne di UIL, CGIL e CISL, hanno sempre richiesto senza, invero, alcuna possibilità di successo.

Riproporre politicamente  la questione femminile, dunque, come del resto sta facendo la Commissione Europea, è una operazione di democrazia agita e non solo dichiarata. E al Governo chiediamo di non sottovalutare la forza che le donne, soprattutto quando si sentono ignorate nei loro diritti, sono in grado di esprimere.

14 maggio 2015

Uil Frosinone

(*Fonti:
www.uil.it
)

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Alessandro

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