UIL CSP FROSINONE — 29 Gennaio 2020

L’emergenza esiste, ma in Italia siamo al sicuro. Lo apprendiamo nelle ultime ore grazie a un comunicato diffuso da Roberto Burioni, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia, medico, accademico e divulgatore scientifico italiano, sul suo sito Medicalfacts.it in cui viene riportata la situazione in Italia rispetto a ciò che sta accadendo in Cina.
Dopo tutta la disinformazione fomentata dal web ed in particolare dai social media, è arrivata finalmente la risposta del noto virologo sul Coronavirus in Italia, un argomento che da diversi giorni ha fatto esplodere le redazioni e le bacheche dei social, tra articoli allarmisti e ondate di disinformazione da parte di utenti a caccia di viralità.
«Capisco la paura, ma in Italia questo coronavirus – grazie al cielo – non è ancora arrivato. Quindi, non c’è motivo di evitare ristoranti cinesi, quartieri cinesi e le persone cinesi stesse. Dovrebbero anche cessare gli allarmi e la stampa dovrebbe smetterla di generare il panico ogni volta che un cittadino di origine asiatica ha la febbre. È il periodo dell’influenza ed è normale che accada. Il virus della disinformazione e della paura è molto pericoloso.».
Non tutto appare così tranquillo comunque. Infatti Roberto Burioni cita la prestigiosa rivista britannica “The Lancet” (“The Lancet” è una rivista scientifica inglese di ambito medico pubblicata settimanalmente dal “Lancet Publishing Group”, edita da Elsevier) per riportare una notizia allarmante: «Sembra possibile l’esistenza di pazienti asintomatici, che stanno bene, non hanno febbre, ma possono diffondere il coronavirus. Il che significa che la misurazione della temperatura agli aeroporti potrebbe non essere sufficiente per bloccare la diffusione della malattia. La lotta contro quest’infezione sarà più difficile del previsto.».
Nessuna emergenza Coronavirus in Italia, e sottolinea così Burioni: «L’unica cosa che devono fare i cittadini italiani (e io sono stato il primo a dirlo, suscitando qualche critica che ora appare grottesca), è semplice: non andare in Cina. Punto e basta.».

29/02/2020

Silvia Morini

Uil Frosinone

(*Fonti:
www.medicalfacts.it)

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