maternita106/10/2015 | Pari Opportunità.

Continua a diminuire il numero delle madri lavoratrici e i padri che vogliono occuparsi dei propri figli non sono messi in condizione di farlo  a causa di norme e leggi sfavorevoli .

Eppure, le donne della UIL lo sostengono da sempre, lavoro e figli non sono termini in antitesi e concordiamo con l’invito fatto alla comunità italiana dal presidente Mattarella a “farsi carico della maternità” in quanto dovere di tutti.

Occorrono forme flessibili di lavoro che creino un’autentica condivisione dei doveri e dei compiti dei genitori lavoratori nei confronti dei loro figli e strumenti normativi correlati a servizi efficaci che consentano alle donne  di esercitare il loro pieno diritto alla maternità, anche concedendo ai padri lavoratori un periodo di congedo molto più ampio dei tre giorni della legge Fornero.

Si continua a dire che se le donne del mondo avessero tutte un’ occupazione stabile e retribuita il PIL mondiale salirebbe al 27% , d’altro canto ricerche  di mercato e analisi sociologiche evidenziano che la maternità, come bene ha detto anche  il Presidente Mattarella, è una leva di sviluppo sociale e culturale e che essere madre non contrasta con le aspirazioni delle imprese ad una produttività sempre maggiore.    

Dunque, dopo aver abbattuto  il pluridecennale ostacolo delle dimissioni in bianco, è ora di passare oltre e ricominciare a discutere della maternità in termini di opportunità per l’economia nazionale, perché “farsi carico” dei problemi delle giovani donne che, oltre a un lavoro adeguatamente retribuito, vogliono e debbono poter essere madri, è un problema, un nostro problema e non vogliamo certo, come rappresentanti sindacali delle lavoratrici e delle donne italiane, che rimanga insoluto ancora per chissà quanto tempo.

6 ottobre 2015

UIL Frosinone

(*Fonti:
www.uil.it)

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Alessandro

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