Passi indietro: vanificata buona occasione di inclusione per i lavoratori più fragili

disabilita

26/05/2015 | Salute.

Siamo molto preoccupati per i contenuti del Jobs Act relativi al capitolo Disabilità e lavoro. Con le modifiche apportate alla precedente disciplina c’è il rischio che si accrescano le attuali disparità. Il superamento dell’obbligatorietà delle graduatorie con l’introduzione totale della chiamata nominativa può generare un ulteriore indebolimento delle tutele per i lavoratori più vulnerabili. Infatti, se il sistema delle graduatorie ha in passato palesato molteplici limiti, anche perché non teneva in debito conto i requisiti di specifica abilità nell’incontro domanda-offerta, costituiva comunque un punto fermo contro possibili discriminazioni.

Riteniamo che la precedente legge andasse migliorata e adeguata alle rinnovate criticità, potenziando l’aspetto che l’aveva resa sovente disattesa: l’inefficacia dei controlli e delle sanzioni. Questione ignorata dal Governo che, invece, ha optato per percorsi imperniati su labili incentivi: una soluzione, a nostro parere,  non idonea.

Inoltre, auspicavamo il recepimento pieno delle indicazioni e delle proposte connesse alle linee di intervento del ‘Piano d’azione biennale per la promozione dei diritti e l’integrazione delle persone con disabilità’, che invece non è stato accolto in taluni passaggi nevralgici.

Si è persa, insomma, una buona occasione per contribuire a scardinare l’intollerabile barriera per l’inclusione nel mondo del lavoro di cittadini più fragili e per il sostegno alla loro piena ed effettiva partecipazione alla società sulla base del principio di uguaglianza.

26 giugno 2015

Uil Frosinone

(*Fonti:
www.uil.it)

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Alessandro

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