2014 Comunicati Stampa Top News — 03 Ottobre 2014

Ma ci ascolti e si dia una mossa sulla riforma del Welfare

commissione_affari_sociali

02/10/2014 | Welfare.

“È la volta buona che il Governo inquadra un’urgenza avvertita dai cittadini. Certo, dagli annunci ai fatti c’hanno già dimostrato che ce ne passa…” A dichiaralo è il Segretario Confederale UIL Carlo Fiordaliso in relazione alle parole del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Poletti in audizione in commissione Affari sociali alla Camera, sull’esigenza di adottare misure strutturali di contrasto alla povertà.

“Non occorre rifarsi ad autorevoli indagini per realizzare la fotografia a tinte fosche nel nostro Paese – aggiunge Fiordaliso – che è sotto gli occhi di tutti, in merito al progressivo impoverimento della popolazione. Aumenta la platea di cittadini fragili che versano in una condizione di povertà assoluta e si allarga il perimetro, nel complesso, delle sacche di povertà relativa.

Giusto, dunque, provare a porre rimedio con estrema rapidità ed efficacia.

Ed un primo segnale utile può essere rappresentato dal Piano nazionale elaborato dall’Alleanza contro la povertà in Italia, di cui la UIL fa parte. Che è un mix di sostegno al reddito e di interventi pro-attivi per l’inclusione formativa e professionale.

Tuttavìa, è una risposta necessaria ma non sufficiente.

Dobbiamo, infatti, riflettere attentamente sulle cause che hanno portato il nostro Paese da essere quinta potenza industriale alla stato di difficoltà odierna. È esattamente lì la soluzione all’aggressione vera dell’emarginazione sociale e produttiva; che, insieme alla riorganizzazione complessiva del Welfare dal taglio partecipativo, sussidiario e ‘combinato’(welfare aziendale, assistenza sanitaria integrativa…), può configurarsi come strumento permanente di miglioramento delle condizioni dei cittadini verso una più incoraggiante prospettiva d’avvenire.

Per fare ciò – conclude il Segretario Confederale – bisogna parlare meno, smetterla di vaneggiare vendette e di raccontare favole e, soprattutto, provare a lavorare insieme. Perché la posta in gioco è troppo alta: il futuro del nostro Paese.

Se lo mettano in testa.”

02/10/2014

(*Fonti:
http://www.uil.it)

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Alessandro

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