NEWS Top News — 17 Febbraio 2014

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Roma, 17 febbraio 2014Oggi il segretario del Pd Matteo Renzi è atteso alle 10.30 al Quirinale, dal presidente Giorgio Napolitano che gli darà l’incarico.

Subito dopo inizierà il lavoro febbrile per la creazione di alleanze e squadra di governo.

Il capo dello stato ha spiegato di aver voluto fare un rapido giro di incontri per dare “spazio e serenità al lavoro successivo di chi avrà l’incarico di formare il governo e avrà bisogno di tutto il tempo necessario per le consultazioni, gli approfondimenti e le intese”.

Renzi si prenderà quindi almeno altre 48 ore per definire programma e squadra e poi risalire al Colle per sciogliere la riserva. Difficilmente il suo governo potrà nascere prima della seconda metà della prossima settimana.

I provvedimenti di Renzi

Nonostante debba contare sulla stessa maggioranza parlamentare, il segretario del Pd ha fretta di dimostrare a tutti che il suo governo non sarà preda dell’immobilismo. E anticipa le sue intenzioni:

Diminuzione dell’Irpef per i redditi medio bassi, con un impatto che potrebbe valere 5 miliardi se si riducono di un punto le prime due aliquote, o scendere a 2 miliardi, se si adotta l’aumento della no tax area, la soglia sotto la quale non si paga l’imposta;

L’Irap di 10 punti per favorire le imprese e il lavoro, compensato con un aumento della tassazione sulle rendite finanziarie;

L’anticipo del Def – Si parla dell’anticipo del Def, il documento di Economia e Finanza con il quale il governo mette a punto il proprio quadro programmatico, che dovrebbe rilanciare consumi e crescita economica. Risparmi della spending review, rimpatrio dei capitali (non ancora contabilizzati), minori interessi sul debito.

Irpef e Irap – Il primo provvedimento potrebbe riguardare l’Irpef e l’Irap, cioè due tasse principe del fisco italiano: la prima riguarda tutti i cittadini, la seconda dal piccolo imprenditore alla grande industria.

– Taglio dell’Irpef – Sull’Irpef l’obiettivo è quello di alleggerire il prelievo per i contribuenti dal reddito medio e medio-basso. L’ipotesi di una riduzione di un punto delle prime due aliquote: quella del 23% che si paga ora fino al 15.000 euro e quella del 27% che si versa fino a 28 mila euro. Con queste due aliquote pagano le tasse 34 milioni dei 41 milioni di contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi. Il problema è il costo elevato: circa 5 miliardi di euro. Possibile, e forse più probabile, un aumento della no-tax area, ossia la soglia di ”non tassazione” ora a 8.000 euro per i dipendenti e a 7.500 euro per i pensionati.

– Taglio dell’Irap – Il secondo intervento riguarda invece le imprese, con un alleggerimento Irap finalizzato al rilancio dell’occupazione. Questo prevede l’aumento della tassazione sulle rendite finanziare al fine dell’ alleggerimento dell’ Irap del 10%. Soltanto interventi certi e duraturi possono portare a risultati validi nei confronti della popolazione stanca di parole al vento. Per ora nessun accenno alla Patrimoniale.

Spending Review – Attivi contatti con il commissario alla Revisione della spesa pubblica, Carlo Cottarelli. L’ obbiettivo è il raggiungimento di 32 miliardi in 3 anni, con la speranza che nel 2014 i risparmi siano superiori ai 3 miliardi indicati da Letta nel presentare il piano Impegno Italia. Bisognerà invece attendere l’estate per consolidare il risparmio sugli interessi del debito dovuto al calo degli spread, che potrebbe valere circa 5 miliardi.

Il job act – Il jobs act prevede l’introduzione di un contratto a tutele crescenti (tra le ipotesi ci sarebbero anche quelle di un credito d’imposta per giovani under-30 che verranno assunti) e all’estensione degli ammortizzatori anche a chi oggi non è protetto da Cig o indennità di disoccupazione (ma che tutti gli osservatori ritengono costi intorno ai 10 miliardi). Occorre fare il punto e adottare riforme in merito alla scuola, e puntare alla semplificazione burocratica e fiscale con la dichiarazione precompilata.

Taglio ai costi della politica – Uno dei temi ricorrenti è il taglio dei costi della politica. Renzi durante le primarie ha parlato di riduzioni per 1 miliardo, una cifra suffragata oggi da uno studio di Confindustria che ha indicato come questo sarebbe possibile tagliando del 30% i redditi, i rimborsi e il numero dei nostri parlamentari.

UE e deficit italiano

Le ultime stime, concordate con l’Ue, prevedono un calo del deficit 2014 al 2,5%. Ma se questo valore potesse essere portato al 3%, sotto la soglia ”invalicabile” prevista dall’Europa, si libererebbero per l’Italia 7 miliardi da utilizzare per il rilancio dell’economia. In ogni caso tra le priorità c’è quella dell’alto livello delle tasse e dell’occupazione.

Fronte interno di coalizione politica

Per quel riguarda il fronte interno di coalizione politica vediamo il problema da sul dicastero dell’Economia, e le fibrillazioni tra Forza Italia e Nuovo centrodestra che minacciano sia gli equilibri programmatici sia la tenuta del patto sulle riforme. Silvio Berlusconi, dal canto suo, garantisce il rispetto dell’intesa siglata nelle scorse settimane col Pd su legge elettorale, Senato e titolo V. Giovanni Toti, consigliere di Berlusconi, precisa in un’intervista a Lucia Annunziata nel programma “In Mezz’Ora” che “se il Partito democratico farà slittare la legge elettorale, noi ci riterremo svincolati dal patto”. Ed aggiunge: “Mi pare che un poco fatichi Renzi a fare questa squadra di governo. Lo dico senza animosità, Renzi ha cambiato il Pd, pensiamo che possa fare delle scelte serie. Certo, il suo non è un buon inizio rispetto alle parole date al Paese, visto che le primarie si sono trasformate in un’investitura per andare a palazzo Chigi”.

Formazione della squadra di Governo

Riguardo la formazione della squadra di Governo non vi sono certezze. Nel pomeriggio Renzi tornerà a Firenze per il proprio consiglio comunale. Dopodiché avrà a sua disposizione 48 ore per colloqui e confronti. Tra mercoledì e giovedì si svolgeranno il giuramento al Quirinale e la consueta cerimonia del Campanello a Palazzo Chigi, con il passaggio delle consegne da Letta a Renzi. Venerdì il nuovo presidente del Consiglio dovrebbe andare in Senato e chiedere la fiducia.

Il passaggio alla Camera dovrebbe essere sabato.

Silvia Morini

(*Fonti:
http://www.repubblica.it
http://www.tiscali.it/)

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