INCONTRO CON L’INPDAP

Dopo ripetute sollecitazioni ed interventi a favore dei pensionati INPDAP che hanno visto nei mesi passati una decurtazione della loro pensione, la dirigenza dell’istituto ha illustrato in premessa ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei pensionati SPI, FNP e UILP ed ai rispettivi Patronati e Caf, i dati, le scadenze ed iniziative operative, a seguito delle ripetute sollecitazioni delle stesse OO.SS. riguardanti i pensionati ai quali sono state revocate le detrazioni per carichi di famiglia provvisoriamente riconosciute nell’anno 2008, con conseguente recupero delle medesime con la rata di pensione relativa al mese di febbraio 2009 in sede di conguaglio fiscale, nonostante le predette dichiarazioni, come affermato dagli stessi pensionati interessati, siano state presentate ai soggetti abilitati ( Caf- ecc.) nei termini previsti dall’Inpdap e cioè entro il 28 novembre 2008.Da una prima stima, su 700.000 mod detra trasmessi, 235.000 pensionati non hanno risposto.Dei predetti 235.000 che non hanno risposto, 110.000 si sono preoccupati a seguito del conguaglio fiscale.Dei 110.000, 18.339 risultano coloro che hanno sbagliato la richiesta ancorché inviata nei tempi previsti.L’Inpdap ha precisato, inoltre, a riguardo, che: 
– come da nota n.8/2009, in alcuni casi le dichiarazioni non sono state acquisite in quanto i dati risultavano incongruenti;

– in altri casi le dichiarazioni sono state trasmesse fuori termine dai soggetti abilitati;

– in altri ancora, è risultato una errata compilazione delle dichiarazioni. L’Istituto al fine di dare seguito alle nostre sollecitazioni:

– ha emanato direttive, in deroga alle direttive precedenti, alle sedi territoriali perché accettassero

eventuali richieste di detrazioni per familiari a carico per l’anno 2008, al fine di evitare che per i

predetti pensionati, il rimborso di quanto indebitamente trattenuto, potesse avvenire solo nel mese 2 di agosto 2009 a seguito della presentazione del mod.730/unico, solo nel caso che i richiedenti fossero in grado di presentare idonea documentazione attestante che la dichiarazione fosse stata correttamente compilata e presentata nei termini previsti;

– ha sospeso temporaneamente , come da nota n. 10/2009, per il corrente mese di marzo il recupero delle somme a carico dei pensionati per il debito accertato, al fine di verificare le errate ricezioni

delle richieste di detrazione da parte delle Sedi provinciali e dei Caf;

– con nota n.12/2009, con la rata di pensione di aprile 2009, procederà comunque al recupero dei debiti irpef per detrazioni relativi al periodi 1° gennaio – 31 dicembre 2008 i quali, a seguito del riesame delle domande inerenti le detrazioni per l’anno 2008 ed alla emissione di un nuovo CUD, potrebbero risultare di importo diverso rispetto a quelli trattenuti nel mese di febbraio;

– i pensionati, entro la data 11/03 u.s., hanno ricevuto una somma una tantum pari all’importo trattenuto sulla rata di febbraio a seguito del mancato o parziale riconoscimento , in sede di conguaglio fiscale 2008, escludendo quei pensionati che hanno subito, a seguito del predetto conguaglio, una ritenuta pari a 50 euro;

– che il termine ultimo per l’inserimento delle domande detra 2008, per i casi prima precisati, è stato differito al 18/03 ;

-con nota operativa n. 14/2008, è stato ribadito un ulteriore pagamento straordinario che i pensionati riceveranno il prossimo 31/03 secondo le medesime modalità del pagamento effettuato per l’11 marzo;

– dal mese di aprile viene riattivata la procedura di recupero dei debiti fiscali che non sono stati integralmente recuperati con la rata di febbraio. Anzi, a questo proposito, l’Istituto ha precisato che l’Agenzia delle entrate, interpellata circa la sua richiesta di ottenere l’elevazione della soglia di salvaguardia, originariamente fissata in euro 458,20 ( trattamento Minimo Inps), ad un importo corrispondente al doppio del minimo Inps ( euro 916,40) ritenuto più idoneo a garantire i bisogni di vita dei pensionati, ha condiviso la soluzione proposta. Pertanto, alla luce di quanto sopra, a decorrere da aprile c.a., l’Istituto invierà ai pensionati una comunicazione nella quale si informa che la procedura di recupero verrà attivata, con rateizzazione fino a dicembre 2009 e con il pagamento degli interessi di legge, garantendo un importo di pensione pari a 916,40 euro; nella ipotesi in cui l’importo della pensione non superi euro 1000,00 verrà trattenuto un importo pari a 1/5 della pensione stessa, sempre fino a dicembre 2009.
L’Istituto comunicherà sia l’importo complessivo del debito fiscale accertato chel’importo del saldo che il pensionato dovrà effettuare direttamente all’Agenzia delle entrate entroil 15 gennaio 2010 mediante il mod. F24 nei casi in cui il debito non possa essere completamente estinto con la rata di dicembre 2009.
Inoltre, con nota operativa n.13/2009, l’Istituto ha ribadito già quanto anticipato nella nota operativa n. 6/2009, in cui, con lettera inviata ai pensionati insieme al Cud, viene stabilito che per usufruire delle detrazioni fiscali per i familiari a carico, i pensionati devono presentare la dichiarazione ai Caf o alle Sedi, entro il termine del 15 aprile 2009: Dalla rata di giugno 2009saranno revocate le detrazioni provvisoriamente attribuite a coloro che ne avevano fatto richiesta per il 2008 ma che non ne hanno richiesto la conferma per il 2009, mentre il relativo conguaglio a debito verrà effettuato con la mensilità di dicembre.
3 Infine, è stato precisato che a decorrere dal mese di giugno si procederà ad applicare, con la rata di pensione, il conguaglio fiscale ( a credito) per le detrazioni per carichi di famiglia dal 1°gennaio 2009 al mese in cui sono state riconosciute. Per quanto concerne l’oggetto della riunione e cioè l’art. 35, commi 8-13, del decreto legge n.207/2008, convertito nella legge n.14/2009, vi rinviamo alla lettura della circolare n.19/2009 che tratta del medesimo argomento trattato con l’Inps.
L’Istituto, ha invece precisato sulla campagna RED 2009,relativa ai redditi 2008, che ha inviato ai pensionati, titolari di prestazioni collegate al reddito, nel mese di febbraio, una lettera “richiesta redditi 2008”, precisando la tipologia della prestazione, l’importo dei redditi 2008,percepiti dal titolare e/o anche dal nucleo familiare, e quelli del 2007, nell’eventualità non fosse stata ottemperata la precedente richiesta. La tipologia dei redditi da presentare diversi da quelli da pensione, i motivi della comunicazione che va presentata ai soggetti abilitati ( CAF ecc.ecc.) entro il 30/06/2009. Resta da chiarire, dopo la richiesta dell’Istituto al ministero vigilante, circa le modalità di erogazione 2009, della somma aggiuntiva in relazione alla nuova normativa. Infatti, la precisazione risiede nell’anno di richiesta dei redditi ai fini della prestazion l’Inpdap richiede l’anno 2008 , mentre l’Inps il 2009 poiché, chi matura il requisito nell’anno della richiesta equivale alla 1^ liquidazione e quindi quella dell’anno in corso che è quello presuntivo e cioè, nella fattispecie, del 2009.

Avremo modo di precisare non appena l’Inpdap avrà definito la relativa circolare che verrà emessa appena dopo i chiarimenti richiesti al ministeri competenti.

Crisi: buona notizia il via libera di Bruxelles sugli ammortizzatori sociali. Ora nuove risorse per l’integrazione del reddito. Dichiarazione di Guglielmo Loy, Segretario confederale UIL

E’ sicuramente una buona notizia il via libera Della Commissione Europea all’accordo tra Governo e Regioni, per l’utilizzo degli 8 Miliardi stanziati, per l’estensione degli ammortizzatori sociali di cui 2,650 Miliardi di euro del Fondo Sociale Europeo di competenza delle Regioni.D’altronde, la UIL già nel mese di dicembre aveva proposto l’utilizzo delle risorse Europee in tale direzione.Il via libera di Bruxelles è un primo passo per utilizzare altre risorse dei Fondi Europei e nazionali destinate allo sviluppo economico, che nel prossimo biennio ammontano a 45 Miliardi.Tra queste consistenti risorse occorre individuare quelle che consentano l’integrazione al reddito per chi usufruisce degli ammortizzatori, aumentandone la copertura fino al 100% dello stipendio.Così come, ora occorre non perdere altro tempo, con lungaggini burocratiche per dareimmediatamente operatività all’accordo sugli ammortizzatori.infatti non possiamo perdere ulteriori due mesi, come temiamo, per dare prime e parziali risposte a chi rischia di perdere il proprio posto di lavoro.Aspettiamo, quindi, che dalle condivisibili parole il Governo passi ai fatti, non escludendo la strada del superamento del tetto dei parametri del patto di stabilità, come la UIL sostiene da tempo.

“Prima i posti di lavoro, poi le pensioni rosa”

Il leader Uil: “C’è crisi, tuteliamo gli impieghi. Gli iscritti mi chiedono se avranno ancora la busta paga…”

di Olivia Posani – Roma, 16 marzo 2009 – “Cerchiamo di evitare discussioni astratte. A me i lavoratori non chiedono a che età dovranno andare in pensione. Mi chiedono fino a quando riusciranno a lavorare”. Non ci sono dubbi: per Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, la priorità in un momento così difficile come l’attuale non è

certo la previdenza, ma la tutela dei posti di lavoro.

C’è però il problema della sentenza della Corte europea, che ci impone di aumentare l’età pensionabile delle donne che lavorano nel settore pubblico, pena l’apertura di una procedura di infrazione contro l’Italia…

“Il governo ha inviato una memoria a Bruxelles spiegando cosa intende fare. Ne parleremo nei prossimi anni”.

Come nei prossimi anni? Il ministro Brunetta ha già quantificato le risorse che deriverebbero dall’aumento dell’età pensionabile e il titolare della Pari oppurtunità Mara Carfagna ha detto che potrebbero finanziare il suo piano di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle donne. Misure come asili nido, revisione del part-time, baby-sitter di condominio…

“Al momento sulle risorse si rischia di fare solo una discussione astratta perché ci sono troppe variabili da considerare. Comunque se risorse ci saranno non potranno che essere utilizzate nel settore che le ha prodotte, che è la previdenza. Non dimentichiamoci che sono soldi che derivano dai contributi, non sono tasse. Quindi devono avere lo stesso scopo per il quale le imprese e i lavoratori dipendenti li pagano: aumentare le pensioni e poi dotare l’Italia di quei servizi di cui parla la ministra, in modo da ridurre la quantità di lavoro suppletivo che le donne spesso fanno e che rappresenta il motivo per cui vanno teoricamente in pensione un po’ prima degli uomini”.

Perché dice teoricamente?

Perché le donne lavorano solo fino a quando gli è consentito dagli imprenditori. Per questo dico che parlare ora di allungamento dei tempi di lavoro non ha molto senso, visto che sta succedendo esattamente il contrario. Le imprese cercano di mandare via le donne, e gli uomini, il prima possibile. Questo è purtroppo l’unico argomento concreto su cui si può parlare. Il resto sono solo discussioni teoriche”.

 Ma avrete un incontro con il governo sull’età pensionabile delle donne?

“Non ci penso proprio. Al momento non esiste un oggetto di discussione. Mi sembra che neanche il governo voglia affrontarlo, figuriamoci se sollevo io il problema”.

In effetti il ministro Sacconi non sembra particolarmente entusiasta di parlare di pensioni in un momento di crisi. Però Brunetta ha ricordato che la sentenza della Corte va rispettata e ha spiegato che nella pubblica amministrazione si potrebbero ottenere 2.377 milioni di euro in 7 anni.

“Sulle pensioni decide il governo e il titolare del sistema previdenziale, pubblico e privato, è il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi”.

Sulla previdenza rosa Cgil, Cisl e Uil sembrano aver ritrovato l’unità sindacale…

“Sulla previdenza non è mai successo che pensassimo cose diverse”.

Ed è d’accordo con Epifani e Bonanni anche sul giudizio positivo che hanno espresso sull’insistenza della Marcegaglia nel chiedere una reazione immediata e concreta di fronte alla crisi?

“Il presidente di Confindustria si è soprattutto rivolto al sistema bancario, cui spetta di finanziare le imprese. Sono perfettamente d’accordo con lei”.

1 MILIONE DI CARTOLINE, destinatario il Governo, mittente la UILPENSIONATI, messaggio: convincere le Istituzioni a difendere meglio i pensionati e i loro redditi. MANDIAMO UNA CARTOLINA AL GOVERNO PER FARE USCIRE DALLA CRISI UN’ITALIA MIGLIORE!!

Così la UILPENSIONATI porterà avanti una battaglia di sensibilizzazione perché non ci si dimentichi che c’è una parte del Paese più bisognosa, che ha la faccia dei nostri nonni, che ha lavorato duramente per decenni e che, oggi, si prende cura dei nostri figli e i cui redditi rasentano il limite della sopravvivenza.

La Uilpensionati chiede la rivalutazione delle pensioni, ma anche la tutela dei non autosufficienti. Chiede pure tagli agli sprechi e la riduzione dei privilegi, oltre ad un tavolo sul quale discutere queste ed altre misure.

COMITATO CENTRALE UILP

Cervia – 1-2 aprile2009

Documento finale

 

Il Comitato Centrale della Uil Pensionati – riunito a Cervia nei giorni 1 e 2 aprile 2009 – fa propria la relazione del Segretario Generale Romano Bellissima, con gli arricchimenti venuti dal dibattito e dall’intervento del Segretario Organizzativo Uil Carmelo Barbagallo.

La gravità della crisi che sta colpendo il nostro Paese rende ancora più necessari interventi a favore dei lavoratori e dei pensionati, già fortemente impoveriti dalla perdita di potere d’acquisto subita negli ultimi anni.

Per questo, il Comitato Centrale della Uilp impegna tutta l’organizzazione nella campagna “Facciamo uscire dalla crisi un’Italia migliore. Manda anche tu una cartolina al Governo”, per dar vita a una vasta mobilitazione di lungo respiro nel Paese, in grado di sensibilizzare la società civile sulle condizioni degli anziani, dei pensionati e della parte più debole della popolazione e di spingere Governo e Parlamento ad attuare più efficaci interventi di sostegno al reddito dei pensionati e delle famiglie e di impulso allo sviluppo. Interventi in grado di fermare l’avanzata della povertà e del disagio sociale.

Tutta le strutture della Uilp si devono mobilitare sul territorio, creando momenti di incontro e di confronto con la popolazione, parlando con i cittadini, con i giovani, con gli anziani, convincendoli della validità delle nostre ragioni e delle nostre rivendicazioni.

Il Comitato Centrale della Uilp rivolge anche un invito a tutte le Strutture della Uil, alle Camere sindacali e alle Unioni regionali, e a tutte le Categorie della Confederazione, affinché partecipino attivamente a questa mobilitazione, distribuiscano anche tra i lavoratori le nostre cartoline, chiedendo loro di spedirle.

Adottare misure a favore degli anziani e dei pensionati non è solo una necessità di giustizia sociale, ma è anche un mezzo attraverso il quale aiutare l’Italia ad uscire dalla crisi e rilanciare la crescita. La ripresa economica, infatti, non sarà possibile se non riprenderanno a crescere i consumi interni, che, insieme all’innovazione e alla ricerca, sono i fattori determinanti dello sviluppo. E per far crescere i consumi interni è indispensabile rivalutare il potere d’acquisto di salari e pensioni.

Per questo, la Uilp ribadisce la validità della propria richiesta di un progetto organico di rivalutazione di tutte le pensioni, valorizzando gli anni di lavoro e i contributi versati.

Un altro obiettivo prioritario per la Uilp resta l’approvazione di una legge nazionale per la non autosufficienza, con adeguati finanziamenti, per assicurare a tutti i cittadini in ogni parte del Paese almeno le tutele essenziali.

Il Comitato Centrale della Uil Pensionati, pur riconoscendo le difficoltà a reperire risorse in questa difficile congiuntura economica, rivendica però una sede di confronto con il Governo in cui stabilire insieme le priorità e chiede che si avvii quantomeno un processo, si individuino i fondi disponibili e con quelli si alimenti un progetto di graduale rivalutazione di tutte le pensioni e un piano complessivo di interventi a favore degli anziani e dei pensionati.

Per la Uilp, le risorse si possono trovare nel recupero dell’evasione e dell’elusione fiscali e nella riduzione degli sprechi e dell’inefficienza. I settori in cui si deve intervenire sono molti, a partire dalla riduzione dei costi della politica, tra i più alti d’Europa; dall’abolizione delle Province; dalla razionalizzazione delle Comunità montane; dall’abolizione dei tanti enti e commissioni inutili ancora esistenti; dalla riduzione del numero e dei privilegi dei parlamentari, italiani ed europei, e degli eletti negli organi di governo locale; dalla riduzione delle consulenze; dall’introduzione di meccanismi vincolanti per l’efficienza, l’appropriatezza e il controllo della spesa in campo sociale e sanitario.

Interventi di questo tenore potrebbero non solo liberare risorse, da distribuire ai pensionati e ai lavoratori che più degli altri si sono impoveriti nell’ultimo decennio, ma potrebbero anche contribuire a ridare fiducia alla popolazione e a migliorare il nostro welfare e la vita quotidiana di ogni cittadino.

Il Comitato Centrale della Uilp ritiene infatti che questa crisi possa essere l’occasione per affrontare e risolvere finalmente alcuni problemi di fondo del nostro Paese: l’inefficienza, la burocrazia, gli sprechi, i privilegi, le caste, le disuguaglianze. In questo modo, potrà uscire dalla crisi un’Italia migliore, che rimetta al centro i diritti e la solidarietà.

La Uil Pensionati, inoltre, (mentre si parla ancora di necessità della riforma previdenziale e di eccessiva spesa italiana per le pensioni, anche in raffronto agli altri Paesi europei) continua a chiedere maggiore precisione, correttezza e chiarezza nella elaborazione statistica della spesa sociale italiana e la completa separazione tra previdenza e assistenza. Solo in questo modo potrà essere evidente a tutti – anche alle istituzioni della Ue – che la nostra spesa previdenziale è perfettamente sostenibile e in linea con la media europea.

A questo proposito, il Comitato Centrale della Uilp evidenzia anche come l’Inps abbia il bilancio in attivo. Questo dato conferma che il sistema previdenziale italiano è in equilibrio, nel presente e nel futuro. Da questo dato emerge anche un altro elemento importante: queste risorse dell’Inps sono soldi dei lavoratori e dei pensionati e devono essere utilizzati per interventi a loro rivolti, a partire dal recupero del loro potere d’acquisto.

 

 

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SANITÀ. 11 «piano» 2009-2012

SPESA PER FARMACI RIDOTTA IN TRE ANNI DIUN MILIARDO

— Una manovra da quasi un miliardò di euro in tre anni. Per abbassare gradualmente il tetto di spesa per la farinaceutica convenzionata- i medicinali venduti in farmacia e a carico dello Stato — dall’attuale 14 al 13,2%dell’intera spesa sanitaria del Ssn a partire dal 2012, ma con effetti sensibili e concreti già dal 2009.

Il confronto

Cresce il tono del confronto sulla spesa Sanitaria in coincidenza con l’avvio del tavolo sul «Patto» 2010-2012 per la salute, tra Governo e Regioni. E non esattamente a latere del dibattito sul «Patto» prossimo venturo, ecco che il capitolo-farmaci sta pian piano acquistando uno spazio specifico, col rischio di innescare nuove polemiche tra l’Economia e i governatori, ma anche di riaprire fibrillazioni, polemiche e ragioni di scontro con le industrie farmaceutiche.

La nuova contesa sulla spesa farmaceutica pubblica è fin qui rimasta sotto traccia, o quasi. A riaprire il confronto è stata dapprima la questione degli extrasconti ai farmaci sui generici. Il decreto legge, che a dicembre sembrava cosa fatta, è invece rimasto in naftalina. La versione proposta dal Governo scompaginava infatti i giochi e le attese sottoscritte da tutte le parti in causa. Fatto sta che da una parte le Regioni contano di destinare i maggiori risparmi per ripianare almeno in parte l’extradeficit della spesa farmaceutica-ospedaliera, quantificato dall’Aifa in 1,3 miliardi a novembre scorso, e dunque destina-crescere coI consuntivo 2008. Risparmio che invece qualcuno contava di destinare ai farmaci innovativi.E che l’Economia ha poi cominciato ad accarezzare pensando in qualche modo di accaparrarselo, vuoi per trattare con un gruzzoletto in più l partita del fondi al Ssn dal 2010 in poi, vuoi come mini tesoretto sempre utile in tempi di crisi e di fmanza pubblica che deve grattare il fondo de barile per far tornare i conti.

 

A questo punto però la partita s’è ingarbugliata ancora di più. Del decreto sugli extrasconti si sono perse le tracce, salvo i rumors che puntualmente ogni settimana si ripe- tono su un suo possibile sbarco in Consiglio dei ministri. Con il «Patto» per la salute sempre in sospeso, però, finora niente è accaduto. E a questo punto dal ministero dell’Economia sono spuntate nuove ipotesi scritte nero su bianco su una bozza di provvedimento Per la spesa farmaceutica convenzionata territoriale, così, il tetto del 14% scenderebbe già nel 20Ò9 al 13,6%, nel 2010 al 13,4 e nel 2011 al 13,2 per cento. Da notare che nel 2008, stando ai dati Aifa di novembre, la spesa sarebbe stata sotto il tetto del 14% per 160 milioni. E che dal 2003 al 2007 la farmaceutica convenzionata ha fatto segnare un calo del 48%, a fronte di un consistente aumento di tutte le altre voci di spesa sanitaria. Va da sé che l’Economia punta a incassare i risparmi, o quanto meno di utilizzarli nel finanziamento della spesa sanitaria dal 2010 in poi. Mentre le Regioni non ci stanno. E le industrie neppure. Insomma, la partita è apertissima.

 

COMUNICATO CAF UIL

Oggetto: Carta Acquisti — Decreto del Ministero dell’Economia e del Lavoro 27 febbraio 2009 — Integrazioni e modifiche dei criteri di identificazione.

Vi comunichiamo che è stato pubblicato il Decreto dei Ministeri dell’Economia e del Lavoro del 27 febbraio 2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 56 del 9 marzo 2009, recante integrazioni e modifiche dei criteri di identificazione dei titolari della Carta Acquisiti che Vi trasmettiamo in allegato.

Al fine di Vs. ausilio, si riportano, qui di seguito, le principali novità:

– eliminazione del requisito di incapienza;

– introduzione della rivalutazione annua delle soglie di accesso al beneficio (ISEE e ammontare dei trattamenti pensionistici o assistenziali 6.000/8.000);

– introduzione della possibilità di effettuare acquisti, oltre che di generi alimentari e del pagamento di bollette energetiche e di fornitura di gas, anche di prodotti farmaceutici e parafarmaceutici, con o senza ricetta,

– disponibilità del primo accreditamento sulla base delle autocertificazioni presentate, previa verifica di compatibilità delle stesse con i requisiti previsti dalla normativa di riferimento;

– proroga al 30 aprile 2009 del termine per ottenere la ricarica di 120 euro (relativa ai mesi di ottobre, novembre e dicembre 2008) della Carta Acquisti;

– possibilità di integrazioni al Fondo Carta Acquisti da parte di amministrazioni regionali e locali.

Vi segnaliamo, inoltre, che il Ministero dell’Economia e delle Finanze disciplinerà le eventuali modalità con cui i CAF potranno svolgere, su base volontaria, attività di supporto alla presentazione delle richieste, nonché al ricevimento e alla trasmissione delle stesse.

Infine, il Ministero del Lavoro, con apposito decreto, può autorizzare i Centri di Assistenza Fiscale, previa stipula di apposita convenzione, a raccogliere le richieste e a presentarle al gestore del servizio (Poste Italiane SPA) con inoltro della Carta alla residenza del beneficiano.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI, RIVOLGERSI AI CAF – UIL

 

QUESITO:

Ho lavorato undici anni in Francia e sono riuscito ad avere, da quest’anno, circa 2.500 euro di pensione l’anno: vorrei sapere se è vero che devo denunciare questa somma con il modulo 730. Faccio presente che con la mia pensione italiana di 800 euro al mese non supero i 1.000, 1.100 euro al mese. E non ho altri introiti.

Lettera

Essendo residente in Italia deve dichiarare anche i redditi prodotti all’estero. Infatti, in base al comma i dell’articolo 3 del Tuir (Testo unico delle imposte sui redditi), approvato con il Dpr 22 dicembre 1986, n. 917, “l’imposta si applica sul reddito complessivo del soggetto, formato per i residenti da tutti i redditi posseduti al netto degli oneri deducibili indicati nell’articolo 10 e per i non residenti soltanto da quelli prodotti nel territorio dello Stato”.

Pertanto, il reddito prodotto all’estero e riscosso, da residente, in Italia, non va “tassato” separatamente, ma va sommato al reddito prodotto in Italia e sul totale va determinata l’imposta netta. Lo Stato italiano, in questo

caso, non opera alcuno sconto sul reddito di quei cittadini costretti a emigrare per procurarsi da vivere e che hanno deciso di tornare a vivere gli ultimi anni in Italia importando valuta estera.

Se il reddito prodotto all’estero è già stato assoggettato a imposta all’origine, ai sensi del comma i dell’articolo 165 (ex articolo 15) dello stesso Tuir, “le imposte ivi pagate a titolo definitivo su tali redditi sono ammesse in detrazione dall’imposta netta dovuta fino alla concorrenza della quota d’imposta corrispondente al ràpporto tra i redditi prodotti all’estero e il reddito complessivo”.

Nel suo caso, poiché il reddito prodotto all’estero è circa il 25 per cento del reddito totale, l’eventuale imposta sulla pensione francese, già trattenuta alla fonte, può essere recuperata dall’imposta netta, calcolata sul reddito complessivo, fino a un importo corrispondente a circa il 25 per cento della stessa imposta netta.

Data la complessità della normativa applicabile, è opportuno che il Mod. 730/2009, per i redditi 2008, lo faccia compilare dal Caf-uil fornendo la documentazione di entrambe le pensioni e degli altri eventuali redditi personali.

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