fiordaliso

14/11/2014 | Salute.

“Meglio tardi che mai”. È il primo lapidario commento del Segretario Confederale UIL Carlo Fiordaliso in relazione alle dichiarazioni del Sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pierpaolo Baretta di apertura alla Sanità integrativa come approdo indispensabile per far fronte alla crescente domanda di Welfare.

“Nel silenzio più assordante e, dunque, nell’isolamento di chi ancora utilizza realismo, verità e lungimiranza – continua Fiordaliso –  lo abbiamo ripetuto infinite volte: per garantire l’universalità di accesso alle cure e la salvaguardia di un diritto costituzionalmente garantito come il diritto alla Salute non si può non convergere sulla scelta di estendere l’assistenza sanitaria integrativa.

Se fossimo bugiardi, irresponsabili o semplicemente velleitari sbandiereremmo ancora il totem ‘sanità pubblica tout court per tutti’.  Ma poiché siamo razionali e sinceri e, lavoriamo quotidianamente tra i cittadini e gli operatori del settore, sappiamo bene che già oggi non è più così e che peraltro le esigenze di sostenibilità economica, sic stantibus rebus, provocherebbero l’accentuarsi delle disparità e delle disuguaglianze tra la popolazione. Non è un caso che tutti i report degli ultimi anni promossi dai più autorevoli istituti di indagine fotografino una crescita esponenziale della spesa out of pocket, tra privato e intramoenia, accendendo i riflettori principalmente sui salassi dei ticket, sui disagi delle liste d’attesa e su altri disservizi ed inefficienze.

Aggiungiamoci, inoltre, le conseguenze del vizio sciagurato che hanno i nostri governanti di intendere la Salute come mera voce di spesa, da approcciare ragionieristicamente con la scure dei tagli lineari.

A ciò, si somma un restringimento generale dei servizi forniti dallo Stato a fronte di un aumento dei bisogni, che richiederà una riorganizzazione complessiva ed intelligente del Welfare.

Pertanto, proprio per scongiurare la perdita dell’equità di accesso alle cure e di dover mettere mano ancora alle proprie tasche, la risposta non può che essere rappresentata dall’assistenza sanitaria integrativa. Urge, infatti, l’immissione di nuove risorse nel Sistema Sanitario nazionale la cui manutenzione non regge più e che rischia di abbattersi dapprima sulle fasce più fragili della popolazione, generando un’ulteriore divario tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Siamo lieti di registrare – conclude il Segretario Confederale – che il nostro pervicace e martellante impegno su questo terreno abbia contribuito a far rinsavire persino i palazzi della politica.”

(*Fonti:
http://www.uil.it)

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Alessandro

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