Top News UIL CSP FROSINONE — 11 Novembre 2014

sanita

Quadri elettrici scoperti e alla portata di tutti, rifiuti radioattivi abbandonati senza vigilanza, garze insanguinate ad accogliere i pazienti all’ingresso, immondizia stipata in ogni angolo, bagni e ascensori non funzionanti. Si presenta così l’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli, nella Asl Rm G. Un grosso complesso dotato di numerosi reparti e ambulatori specialistici, dove affluiscono ogni giorno migliaia di persone di una vasta area della provincia romana.

La denuncia è della Uil di Roma e del Lazio che, nell’ambito dell’Osservatorio sulla Sanità, ha monitorato il nosocomio di Tivoli, fotografando lo stato di incuria e pericolo sanitario e strutturale in cui versa.

“Fili elettrici penzoloni si alternano a termosifoni spariti – spiega il segretario regionale della Uil Lazio, Paolo Dominicie i tantissimi anziani in attesa presso gli spazi degli ambulatori si fanno largo tra sacchi di immondizia abbandonati negli interstizi delle porte, accanto agli ascensori o all’ingresso del pronto soccorso. Mascherine, calzari e guanti che dovrebbero essere sterili lasciati all’ingresso dei reparti. È questa la buona sanità del Lazio? Questa l’annunciata riorganizzazione?”.

L’ospedale San Giovanni Battista è tra quelli inseriti dal presidente della Regione Zingaretti nel piano di riorganizzazione. È previsto infatti il potenziamento dell’area medico – chirurgica e l’apertura di un dipartimento di emodinamica h 24.

“In situazioni come questa, non servono potenziamenti, ma interventi netti – commenta il segretario generale della UIL di Roma e del Lazio, Pierpaolo Bombardieri Se in ospedale la gente rischia di ammalarsi ulteriormente o di infettarsi, quale ruolo ha la sanità pubblica? E in che condizioni lavora il personale dipendente? Incrementare è certamente positivo se i reparti già esistenti funzionano. Ma se il semplice accesso in ospedale diventa uno slalom tra rifiuti infetti, sarebbe il caso di confrontarsi con la realtà vera. E quella che noi stiamo vedendo in questo tour tra i nosocomi del Lazio è ben lontana da quella dei proclami ufficiali. È una sanità da brivido, con cittadini costretti ad attese interminabili, strutture fatiscenti e sprechi costanti. Altro che più sicurezza e più tagli! La politica del welfare si effettua sul campo, non con le carte. Tra l’altro con dati non verificabili e confezionati ad arte”.

La Asl Roma G, cui appartiene il complesso ospedaliero tiburtino, spende ogni anno 3,3 milioni di euro per l’affitto di alcune strutture dove sono dislocati gli ambulatori e gli uffici amministrativi di Guidonia, Colleferro, Monterotondo e Tivoli. Strutture prevalentemente di proprietà privata date in locazione alla Asl a costi elevatissimi. Basti pensare che solamente per Colleferro si spendono ogni anno 900 mila euro. “A Colleferro vengono trattate prevalentemente le urgenze – spiegano dalla UIL Lazio perché per gli altri casi ci si rivolge agli ospedali di Roma o a quello di Tivoli. La stessa dirigenza della Rm G parla di voler ridimensionare il fenomeno, ma nel frattempo tutto rimane invariato e gli sprechi continuano ad accumularsi”.

(*Fonti:
http://www.uilromalazio.com)

Share

About Author

Alessandro

(0) Readers Comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.