Commento di Maria Pia Mannino

bilancia

29/10/2014 | PariOpportunità.

La definizione tecnica della parola “stereotipo”: «opinione precostituita su persone o gruppi, che prescinde dalla valutazione del singolo caso ed è frutto di un precedente processo di iper-generalizzazione nonché risultato di una falsa operazione deduttiva» è stata al centro di un Convegno tenutosi all’Ambasciata di Francia ed al quale ha partecipato Maria Pia Mannino, Responsabile Nazionale Pari Opportunità e Politiche di Genere della UIL

Durante il dibattito si è ampiamente discusso sulle modalità con cui gli stereotipi sociali nascono, vivono e si riproducono attraverso l’attribuzione di “etichette” alle persone che fanno parte di un gruppo diverso dal proprio, o anche dai singoli appartenenti alla propria comunità. Parlando di stereotipi di genere, essi hanno un potere discriminatorio sorprendente in quanto sono i più difficili da contrastare, perché trasversalmente radicati rispetto a nazioni e classi sociali.

Vittime incontrastate del processo discriminatorio degli stereotipi sono le donne, come se tale processo avesse come obiettivo solo quello di discriminare “la pars muliebre” della società civile, escludendo l’identità degli uomini e la qualità delle relazioni tra questi e le donne.

Nel corso della discussione è stato unanimemente ribadita l’importanza dell’intervento serio e responsabile della politica e delle istituzioni laddove la società civile avanzi richieste di cambiamenti positivi che non si possono trascurare. Tuttavia, con la ratifica della Convenzione di Istanbul, i cambiamenti positivi negli ultimi anni ci sono stati, basti pensare alle misure concrete realizzate dal Parlamento Italiano per contrastare la violenza sulle donne. In particolare, l’articolo 12, inerente gli obblighi generali, e parte del capitolo III sulla Prevenzione, definiscono gli obblighi degli Stati per pervenire al definitivo superamento degli stereotipi di genere.

Molto significativa, a riguardo, la recente legge francese sugli stereotipi, che pone tra gli obiettivi prioritari quello di far regredire gli stereotipi sessisti.

È compito delle istituzioni e della politica più in generale quello di emanare leggi volte a contrastare ogni forma di discriminazione e l’Italia,in tal senso sta compiendo numerosi passi avanti, basti pensare alle unioni civili fra persone dello stesso sesso, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e contro l’omofobia ecc…

Ma, oltre a questi possibili interventi, ciò di cui il nostro Paese necessita è un profondo cambiamento culturale che parta proprio dall’educazione, in quanto indiscusso strumento atto a contrastare gli stereotipi, restituendo cosi uguaglianza e differenza ai generi.

 

(*Fonti:
http://www.uil.it)

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Alessandro

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