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16/10/2014 | Pubblico_Impiego.

Dichiarazione di Antonio Foccillo, segretario confederale Uil

Ancora una volta, con la Legge di Stabilità, si penalizzano i dipendenti pubblici. Non solo non si mette in busta paga il Tfr, come per gli altri lavoratori e non si sblocca il salario individuale – e quindi anche le progressioni di carriera – ma si bloccano, ancora per un altro anno, la contrattazione e l’ indennità di vacanza contrattuale dei dipendenti del pubblico impiego.

Tutto ciò, in controtendenza con le stesse parole del Premier che ha sostenuto come, grazie alle misure della legge di stabilità, le imprese avrebbero finalmente potuto assumere. Il problema è la stagnazione dei consumi: il potere d’acquisto continua a calare e non rinnovando i contratti le cose non cambieranno, le imprese, infatti, vivono di domanda interna e continueranno a non assumere.

A queste misure si aggiungono tagli lineari che saranno pagati duramente dagli italiani per l’impossibilità di garantire servizi essenziali in tanti settori del welfare.

Se queste misure saranno confermate, la risposta non potrà che essere molto forte, duratura e incisiva.

Roma 16.10.2014

(*Fonti:
http://www.uil.it)

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Alessandro

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